CORRI PIU’ VELOCE! Quando lo sport unisce per il bene comune

La frase attribuita al fondatore dei giochi olimpici De Coubertin “l’importante non è vincere ma partecipare”, decisamente non trova  riscontro nel moderno mondo dello sport ma calza a pennello per tutte quelle manifestazioni preposte alla beneficienza che prevedono, per tale scopo, la partecipazione di comuni cittadini.

Assolve perfettamente a questo compito l’organizzazione no-profit Susan G. Komen Italia, primo affiliato europeo dell’americana Susan G. Komen for the cure, impegnata da anni nella lotta ai tumori al seno.

L’evento simbolo di questa organizzazione è la Race for the cure, una mini-maratona che si svolge ogni anno in tutto il mondo il cui scopo è’ raccogliere fondi per la ricerca, sensibilizzare l’opinione pubblica alla prevenzione ed esprimere solidarietà alle donne colpite dal tumore al seno.

Tra pochi giorni, il 16 maggio, la Race for the cure si svolgerà’, per l’undicesima edizione, a Roma, prima delle 4 tappe italiane, dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno con circa 43000 partecipanti.

In tempo di crisi economica è difficile fidarsi e sostenere chi propone una raccolta fondi, ma la Susan G. Komen nella classifica delle maggiori organizzazioni no-profit risulta essere al 1° posto tra le fondazioni più’ sovvenzionate dai cittadini e permette con una limpidezza cristallina di visionare l’erogazione dei contributi raccolti; è poi di pochi giorni fa la notizia che il Presidente Usa Obama ha premiato la fondatrice della Susan G. Komen per gli sforzi profusi nella lotta ai tumori al seno.

Con queste premesse partecipare verrebbe quasi naturale anche perché bastano solo 10 Euro per sentirsi parte integrante di questo progetto umanitario e correre per 5 km, o passeggiare per 2, tutti insieme, con lo scopo di alleviare la sofferenza di donne colpite nella loro femminilità, e di mariti e compagni che di riflesso subiscono le conseguenze di questo cancro.

La mini-maratona di Roma dà sempre quel qualcosa in più che altre città sparse per il mondo non possono dare: un innato e suggestivo percorso che si snoda lungo strade che hanno visto nascere, più di 2000 anni fa, la civiltà che ancora oggi ci contraddistingue, passando accanto a monumenti incantevoli che riportano la memoria a fasti e imprese gloriose.

E proprio con lo spirito battagliero dei guerrieri unito ad una giusta dose di giocosità ed allegria, la carica dei maratoneti di una qualsiasi domenica, uomini e donne di ogni età, bambini e amici a 4 zampe, iniziano la corsa di 5 km dalle Terme di Caracalla, costeggiano il Circo Massimo, scendono al mascherone della Bocca della Verità per risalire lambendo il Teatro Marcello e trovarsi poi sulla biancheggiante Piazza Venezia dopo 3 km.

E cosa dire degli ultimi 2 km? Quando la fatica sembra prendere il sopravvento, la magia dei Fori Imperiali fa si che quasi si voli sui sampietrini e il Colosseo che si staglia imponente come se fosse l’agognata meta permette in scioltezza di scendere nuovamente verso le Terme di Caracalla, verso il traguardo d’arrivo. E come l’imperatore che assiste allo spettacolo dei gladiatori, si taglia il traguardo con il pollice in su, certi di aver corso, più o meno, e di aver partecipato a qualcosa di speciale in un crescendo di emozioni e, perché no, con un pizzico di orgoglio e soddisfazione personale.

La frase attribuita al fondatore dei giochi olimpici De Coubertin “l’importante non è vincere ma partecipare”, decisamente non trova  riscontro nel moderno mondo dello sport ma calza a pennello per tutte quelle manifestazioni preposte alla beneficienza che prevedono, per tale scopo, la partecipazione di comuni cittadini.

Assolve perfettamente a questo compito l’organizzazione no-profit Susan G. Komen Italia, primo affiliato europeo dell’americana Susan G. Komen for the cure, impegnata da anni nella lotta ai tumori al seno.

L’evento simbolo di questa organizzazione è la Race for the cure, una mini-maratona che si svolge ogni anno in tutto il mondo il cui scopo è’ raccogliere fondi per la ricerca, sensibilizzare l’opinione pubblica alla prevenzione ed esprimere solidarietà alle donne colpite dal tumore al seno.

Tra pochi giorni, il 16 maggio, la Race for the cure si svolgerà’, per l’undicesima edizione, a Roma, prima delle 4 tappe italiane, dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno con circa 43000 partecipanti.

In tempo di crisi economica è difficile fidarsi e sostenere chi propone una raccolta fondi, ma la Susan G. Komen nella classifica delle maggiori organizzazioni no-profit risulta essere al 1° posto tra le fondazioni più’ sovvenzionate dai cittadini e permette con una limpidezza cristallina di visionare l’erogazione dei contributi raccolti; è poi di pochi giorni fa la notizia che il Presidente Usa Obama ha premiato la fondatrice della Susan G. Komen per gli sforzi profusi nella lotta ai tumori al seno.

Con queste premesse partecipare verrebbe quasi naturale anche perché bastano solo 10 Euro per sentirsi parte integrante di questo progetto umanitario e correre per 5 km, o passeggiare per 2, tutti insieme, con lo scopo di alleviare la sofferenza di donne colpite nella loro femminilità, e di mariti e compagni che di riflesso subiscono le conseguenze di questo cancro.

La mini-maratona di Roma dà sempre quel qualcosa in più che altre città sparse per il mondo non possono dare: un innato e suggestivo percorso che si snoda lungo strade che hanno visto nascere, più di 2000 anni fa, la civiltà che ancora oggi ci contraddistingue, passando accanto a monumenti incantevoli che riportano la memoria a fasti e imprese gloriose.

E proprio con lo spirito battagliero dei guerrieri unito ad una giusta dose di giocosità ed allegria, la carica dei maratoneti di una qualsiasi domenica, uomini e donne di ogni età, bambini e amici a 4 zampe, iniziano la corsa di 5 km dalle Terme di Caracalla, costeggiano il Circo Massimo, scendono al mascherone della Bocca della Verità per risalire lambendo il Teatro Marcello e trovarsi poi sulla biancheggiante Piazza Venezia dopo 3 km.

E cosa dire degli ultimi 2 km? Quando la fatica sembra prendere il sopravvento, la magia dei Fori Imperiali fa si che quasi si voli sui sampietrini e il Colosseo che si staglia imponente come se fosse l’agognata meta permette in scioltezza di scendere nuovamente verso le Terme di Caracalla, verso il traguardo d’arrivo. E come l’imperatore che assiste allo spettacolo dei gladiatori, si taglia il traguardo con il pollice in su, certi di aver corso, più o meno, e di aver partecipato a qualcosa di speciale in un crescendo di emozioni e, perché no, con un pizzico di orgoglio e soddisfazione personale.

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